La Fondazione deve innanzitutto tendere,
attraverso l'amore e lo studio dell'arte,
all'educazione artistica della collettività.

Ettore de Fornaris

La Fondazione

La Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris nasce a Torino nel 1982 per volere testamentario del mecenate e collezionista Ettore De Fornaris. In quell’anno ottiene il riconoscimento giuridico della Regione Piemonte. Da allora opera nel campo dell’arte con numerose iniziative: acquisisce opere dell’800 e ‘900 e contemporanee, organizza mostre delle proprie collezioni e cicli di incontri, pubblica cataloghi, studi e ricerche.
Nel panorama delle fondazioni d’arte italiane la De Fornaris è un raro esempio di ente che opera in stretto contatto con una struttura museale come la GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, con la specifica finalità di incrementarne le raccolte.
La Fondazione possiede più di mille tra dipinti, sculture, incisioni, disegni e fotografie: in seguito a una convenzione con la Città di Torino tali opere vengono conservate ed esposte presso la GAM. La Fondazione è retta da un Consiglio di amministrazione, cui si affianca un comitato scientifico incaricato di definire le scelte in materia di acquisizioni.

Ettore de Fornaris

Sono poche le notizie intorno a Ettore De Fornaris, uomo schivo e riservato.
Nasce a Torino nel 1898 in una famiglia facoltosa: nonostante la laurea in legge, sceglie di operare soprattutto in campo artistico. E all’arte si dedica in prima persona, eseguendo dipinti, disegni e incisioni, che espone in alcune mostre. Sin dal 1954 avvia la formazione di una propria collezione che comprende, fra le altre, opere di Fontanesi, Delleani, Casorati, Morandi, Rosai, Gemito e di vari incisori italiani e stranieri.
A quell’anno risale anche la prima stesura del testamento, in cui De Fornaris afferma la volontà di disporre delle sue sostanze ispirandosi all’arte, «ideale della mia vita perseguito con il massimo fervore dell’animo»: in quell’occasione viene ipotizzata per la prima volta la nascita della fondazione, che verrà in seguito intitolata a lui e al padre Guido. De Fornaris muore a Torino nel 1978.

Finalità

La Fondazione si ispira alle volontà espresse da Ettore De Fornaris nel testamento: prima fra tutte, quella di tendere, attraverso l’amore e lo studio dell’arte «all’educazione artistica della collettività»
Per raggiungere questo scopo, essa deve provvedere con le rendite del suo patrimonio ad «arricchire la dotazione della Galleria d’Arte Moderna di Torino di nuove opere di alto pregio»: criteri da rispettare in modo assoluto sono «la nobiltà e il reale pregio pittorico» delle opere e la loro esposizione e conservazione permanente in questa Galleria. La Fondazione annovera tra i suoi compiti anche il promuovere studi, convegni e mostre e istituire premi. 

Acquisizioni

Tra acquisti e donazioni, la Fondazione De Fornaris possiede più di mille opere che spaziano dalla fine del ‘700 a oggi. Le scelte in materia di acquisizioni si ispirano a linee programmatiche che tengono conto della qualità, ma anche delle esigenze collezionistiche della GAM.
Particolare attenzione viene riservata alla produzione piemontese dell’800, ai fenomeni artistici  del ‘900 di rilevanza nazionale e a quelli contemporanei più significativi. Oltre che di pregevoli raccolte che rischiavano la dispersione (tra queste, la collezione di arte contemporanea della casa editrice Einaudi), la Fondazione si è arricchita negli anni di pezzi pregevoli di artisti come Palagi, Hayez, Morbelli, Pellizza da Volpedo e di opere che risalgono ai periodi più felici, tra gli altri, di Balla, Boccioni, Casorati, de Chirico, de Pisis, Morandi, Leoncillo, Vedova, Melotti e poi Pistoletto, Paolini, Anselmo, Merz, Zorio, Mainolfi, Parmiggiani, Cragg, Penone... Per quanto riguarda le nuove generazioni, sono state individuate e acquistate opere rappresentative delle tendenze affermatesi soprattutto sul territorio piemontese negli ultimi decenni. 

Attività editoriali

Attraverso l’edizione di cataloghi provvisti di apparati scientifici, la Fondazione ha documentato anno per anno, fin dalla sua costituzione, le opere possedute. Accanto a questo genere di pubblicazioni, la Fondazione promuove una collana di studi che intreccia ricerca storica e collezionismo per approfondire fenomeni artistici connessi al suo patrimonio e collocarli correttamente nel loro contesto. Sono stati pubblicati tra gli altri:

  • «Venticinque anni d’arte : 1982-2007» / (a cura di Marina Paglieri) - Torino, Fondazione De Fornaris, stampa 2007 - 91 p. : ill. ; 28 cm. Pubblicato in occasione della mostra tenuta a Torino nel 2007-2008.
  • «Arte Moderna a Torino. 200 opere d’arte acquisite per la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino», a cura di Rosanna Maggio Serra, Torino, Allemandi. 1986
  • «Andrea Gastaldi (1826-1889). Un pittore a Torino tra romanticismo e realismo», di Rosanna Maggio Serra, Torino, Allemandi, 1988
  • «Mario Sturani 1906-1978», a cura di Maria Mimita Lamberti, Torino, Allemandi, 1990
  • «Culture fotografiche e società a Torino. 1839-1911» di Marina Miraglia, Torino, Allemandi, 1990
  • «La scultura monumentale negli anni del fascismo. Arturo Martini e il monumento al Duca d’Aosta», di Flavio Fergonzi e Maria Teresa Roberto, a cura di Paolo Fossati, Torino, Allemandi, 1992
  • «Arte Moderna a Torino II. Acquisizioni 1986-1992», a cura di Rosanna Maggio Serra, Torino, Allemandi, 1993
  • «Repertorio delle opere su carta acquisite per la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino 1982-1992», a cura di Rosanna Maggio Serra, Torino, Allemandi, 1994
  • «Arte Moderna a Torino III. Acquisizioni 1994-1998», a cura di Riccardo Passoni, Torino, Hopefulmonster, 1999
  • «Il ‘900 in fotografia», a cura di Marina Miraglia, Torino, Hopefulmonster, 2001
  • «Angelo Morbelli tra Realismo e Divisionismo», Edzioni Gam-Galleria Civica d’Arte Moderna e contemporanea, Torino 2001
  • «Acquisizioni 1999-2006», Fondazione De Fornaris, Torino 2006
  • «Fondazione De Fornaris. Venticinque anni d’arte 1982-2007», a cura di Marina Paglieri, Fondazione De Fornaris, Torino 2007
  • Giuseppe Penone, «In limine», Fondazione De Fornaris, Torino 2011
  • «Trent’anni d’arte. Celebrating 30 years of art. 1982-2012», a cura di /edited by Marina Paglieri, L’Artistica Editrice, Savigliano 2012.

Attività espositiva

Come i cataloghi delle acquisizioni, anche le mostre hanno il compito principale di presentare e documentare lo sviluppo delle collezioni.
Nel 1982 ha luogo nel Foyer del Teatro Regio di Torino la mostra delle prime acquisizioni, seguita quattro anni dopo dall'esposizione alla Promotrice delle Belle Arti, nella stessa città, delle 200 opere entrate a far parte delle collezioni tra il 1982 e il 1986.
Al 1990 risale una retrospettiva dell'artista Mario Sturani, realizzata in collaborazione con il Comune di Torino alla Mole Antonelliana, al 1994 l'esposizione alla Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea delle opere su carta acquisite dalla Fondazione dal 1982 al 1992. Dal dicembre 1998 al febbraio 1999 la Fondazione, in collaborazione con la Galleria Civica torinese, espone una scelta di opere presso la Casa del Mantegna a Mantova. Nella primavera del 1999 la Sala mostre temporanee della GAM ospita le opere acquisite dalla Fondazione dal 1994 al 1998.
Nel 2001 la Fondazione De Fornaris organizza in collaborazione con la GAM una retrospettiva del pittore divisionista Angelo Morbelli nelle sale espositive di quel museo. Tra novembre e dicembre dello stesso anno, alla Promotrice delle Belle Arti, nell'ambito della mostra "La GAM costruisce il suo futuro", vengono presentate le ultime acquisizioni di arte contemporanea della De Fornaris.
Nel 2006 la Fondazione partecipa alla mostra "Museo Museo Museo. 1998 - 2006. Otto anni di acquisizioni per le raccolte della GAM", allestita a Torino Esposizioni. Nel 2007 un'esposizione nel museo di via Magenta celebra i 25 anni di atività della De Fornaris ("La Fondazione De Fornaris. Venticinque anni d'arte. Acquisizioni 1982 - 2007 per la GAM di Torino", a cura di Riccardo Passoni.

Altre attività

Negli ultimi anni la Fondazione ha dedicato ampio spazio a cicli di conferenze su temi legati al mondo dell’arte. Nel 1996 hanno avuto inzio i «Lunedì dell'arte», incontri affidati a protagonisti di vari settori dell’arte, divenuti una sorta di appuntamento fisso con la città. La prima serie ha avuto come ospiti personaggi nati in Piemonte attivi nel campo dell'arte, dell’architettura e del design e affermati nel mondo. Sono seguiti cicli dedicati a discipline come il design e la fotografia o a temi specifici come la gestione dei musei d’arte contemporanea in Europa e in Italia, il restauro delle opere antiche e moderne, le grandi collezioni private. A novembre 2005 si sono svolti tre incontri dedicati a Mario Soldati, tra arte, cinema e narrativa. A novembre 2006 si sono svolti tre incontri per avvicinarsi al design in vista anche del 2008, quando Torino ne sarà la capitale mondiale. Hanno partecipato tre protagonisti del design contemporaneo: Andrea Branzi, Gaetano Pesce e Patricia Urquiola.
Seguono negli anni serie di conferenze dedicate a “Arte Economia Informazione” (2007), alla scultura (“Parliamo di scultura”, 2008), ai “moderni che guardano all’Antico” (2009), a “L’immagine del Risorgimento tra pittura e fotografia”, nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Nell’aprile 2013 si sono svolti due incontri su “Fotografia. Visione e missione”.

Galleria d'arte moderna (GAM)

Torino è stata la prima città italiana, insieme a Firenze, in cui si sia costituita una raccolta pubblica d’arte moderna: dal 1836 il Museo Civico raccolse infatti in una sede nei pressi della Mole Antonelliana, accanto a opere di arte antica, sculture e dipinti contemporanei.
La collezione si accrebbe nel tempo, fino a richiedere una collocazione adeguata: ma dopo i danni subiti durante l’ultima guerra dal padiglione di corso Vittorio Emanuele II che la ospitava, si dovette attendere il 1959 per ottenere una sede definitiva, più adatta alla funzione di museo nel senso moderno del termine.
Il complesso, sorto sul terreno stesso della preesistente costruzione, all’imbocco del corso Galileo Ferraris, venne progettato dagli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti. Oggi la GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino - che dal 2003 è entrata a far parte della Fondazione Torino Musei - costituisce una delle maggiori raccolte pubbliche di arte moderna in Italia.

Consiglio di Amministrazione

Piergiorgio Re (Presidente) 
Diego Novelli (Vicepresidente) 
Fiorenzo Alfieri
Carolyn Christov-Bakargiev
Giovanni Cordero 
Paolo Emilio Ferreri 
Enrico Filippi 
Emanuela Gambetta
Gian Paolo Zanetta

Revisori

Cesare Ferrero
Aldo Milanese
Anna Tornoni


Segretario

Lorenzo Ferreri


ATTIVITA' CULTURALI

Marina Paglieri

Commissione Artistica

Fiorenzo Alfieri
Giovanni Cordero 
Carolyn Christov-Bakargiev
Giuseppe Luigi Marini
Francesco Poli

INDIRIZZO

Via Magenta n. 31
10128 Torino

TELEFONO/FAX

011 542491

MAIL

fdf@fondazionedefornaris.org

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